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24 maggio, 2005

Fotocamere Digitali: K100D


Caratteristiche Tecniche

* Tipo Fotocamera digitale reflex monobiettivo autofocus ad esposizione automatica TTL, con flash retraibile incorporato P- TTL ad attivazione automatica
* Profondità di colore 8 bit (JPEG) o 12 bit (RAW)
* CCD 6,31 megapixel totali (6,1 megapixel effettivi)
* Campo visivo 96% in verticale e orizzontale
* Formato file JPEG (Exif 2.21), RAW, DCF, DPOF, PRINT Image Matching III
* Attacco obiettivi Baionetta PENTAX KAF .Compatibile con baionetta PENTAX KAF2, KAF e KA. Power zoom non disponibile. Obiettivi con innesto PENTAX K utilizzabili con restrizioni. Obiettivi con innesto PENTAX S utilizzabili con adattatore. Obiettivi con innesto PENTAX 67/645 utilizzabili con adattatore e restrizioni.
* Memorie supportate SD
* Stabilizzazione dell’immagine :Sistema proprietario PENTAX Shake Reduction incorporato nella fotocamera, per stabilizzare l’immagine con tutte le ottiche compatibili comprese tra 8mm e 800mm di focale.
* Display LCD a colori TFT da 2,5 pollici" (210.000 px) Schermo di visione Natural-Bright-Matte II
* Flash automatico P-TTL retraibile a sollevamento automatico. Attivazione automatica in condizioni di luce scarsa (nelle modalità automatiche).
* Sincro flash Flash RTF incorporato e tramite slitta a contatto caldo. 1/180 sec. impostato automaticamente con flash incorporato o con flash dedicati PENTAX al completamento della ricarica
* Autoscatto Elettronico con ritardo di 2 o 12 secondi. Disattivabile anche dopo l’avvio.
* Ingrandimento 0,85x (con 50mm f/1,4 all’infinito e regolazione diottrica -1)
* Messa a fuoco autofocus TTL ad analisi di fase ad area allargata su 11 punti (SAFOX VIII) 
Autofocus singolo e continuo, messa a fuoco manuale e infinito.Campo di utilizzo EV1 ~ EV19 (ad ISO200 con ob. 50mm f/1,4)
* Modalità esposizione 1) Auto Picture, 2) Picture, 3) Scene, 4) AE programmata, 5) AE a priorità dei tempi, 6) AE a priorità dei diaframmi, 7) Manuale, 8) Posa B.
Otturatore a controllo elettronico con tempi di posa da 1/4000 a 30 sec. 
Modi Picture: Paesaggi, Fiori, Ritratti, Scene notturne, Sport.
* Esposizione TTL a tutta apertura a 16 segmenti, misurazione spot e media ponderata al centro.
* Compensazione esposizione ±2 EV (passi da 1/3 EV o 1/2 EV)
* Sensibilità ISO Auto, 200, 400, 800, 1600, 3200
* Sistema esposimetrico TTL a piena apertura con lettura multi-zona a 16 segmenti (accoppiata con obiettivo e informazioni AF) con misurazione 1) Multi-zona, 2) Media ponderata al centro, 3) Spot
* Bracketing autom. 3 fotogrammi entro un campo di ±0,5EV, ±1EV o ±1,5EV (con incrementi di 0,5 EV), oppure ±0,3EV, ±0,7EV o ±1EV (con incrementi di 0,3 EV)
* Modalità di scatto Singolo, Continuo, Autoscatto, Bracketing automatico e Telecomando.Velocità Da 1/4000 di secondo a 30 secondi e posa B. Fino a 2,8 fot./sec (JPEG fino a 5 fot., RAW fino a 3 fot.)
* Flash integrato Incorporato ad attivazione automatica con luce insufficiente, inseribile e disinseribile manualmente
Copertura equivalente ad un 28mm (formato 35mm), slitta a contatto caldo per flash esterno, sincro flash1/180 sec
* Filtri digitali Bianco e nero, Seppia, Colore (18 tipi), Soft (3 livelli selezionabili), Slim (regolabile su +/- 8 livelli), Luminosità (in riproduzione).
* Bilanciamento del bianco Automatico, Luce diurna, Ombra, Cielo nuvoloso, Tungsteno, Fluorescente (W, D, N), Flash, Manuale
* Otturatore A controllo elettronico sul piano focale con lamelle a scorrimento verticale.
* Regolazione diottrica da - 2,5 a +1,5 diottrie
* Collegamenti USB 2.0 uscita AV (NTSC o PAL)
* Peso 655g (carica e pronta all’uso con 4 batterie stilo e scheda SD)
* Opzioni di stampa Compatibile PrintImageMatching III e PictBridge


Commenti

La utilizzo da circa 3 giorni e le mie prime impressioni sono le seguenti. La messa a fuoco è precisa sia con lo zoom in dotazione nel kit sia con il 300 mm fa f/4,5 anche se ancora un po’ lenta. L’ho provata con il 500 mm k f/4,5 duplicato e l’indicatore di corretta messa a fuoco funziona ancora. I comandi sono ben disposti e di facile uso.
Lo stabilizzatore funziona bene anche con gli obiettivi serie k impostando la focale in manuale. Comode le funzioni sport (l’autofocus passa in continuo ) museo (blocca il flash) ecc.

Purtroppo ci sono anche delle criticità: non sono riuscito a scattare una foto correttamente esposta con il flash AF 500 FTZ cosa ottenuta egregiamente con il flash AF 360 FGZ. La raffica di soli 3 scatti in formato Raw è un po’ breve. Concludendo secondo me è un apparecchio che può soddisfare le aspettative dell’utente anche esigente e regge bene la concorrenza delle altre reflex della stessa fascia di prezzo. Allego una foto scattata con il 500 duplicato e stabilizzato con tempo di scatto 1/125 f impostato 5,6.

Antonio Pastorino

23 maggio, 2005

Fotocamere Digitali: Ist Ds



Caratteristiche Tecniche
* Tipo Reflex digitale ad ottiche intercambiabili, autofocus e con TTL automatico incorporato
* Profondità di colore 12 bit nel formato RAW, 8 bit in Jpeg
* CCD CCD da 15,7 x 23,5 mm a scansione interlacciata e trasferimento interlinea 6,31 megapixel totali (6,1 mp effettivi)
* Formato file RAW, Jpeg (Exif 2.21), DCF, DPOF, PIM III
* Attacco obiettivi Baionetta PENTAX KAF. Compatibile con baionette KAF2, KAF e Ka. Con gli obiettivi K M42 (con adattatore K) ci sono limitazioni. Gli obiettivi per il formato 35mm dotati di innesto a vite PENTAX e gli obiettivi dei sistemi PENTAX 645 e 67 richiedono l’impiego di apposito adattatore. Alcune funzioni possono non essere disponibili con certi obiettivi.
* Memorie supportate SD
* Mirino Ottico a pentaprisma fisso con campo inquadrato 95% e regolazione diottrica da -1,5 a +2,5 diottrie
* Display LCD LCD a colori TFT da 2 pollici al polisilicio a bassa temperatura (circa 210.000 pixel)
* Messa a fuoco autofocus Sistema autofocus TTL SAFOX VIII ad analisi di fase su 11 punti, commutabile su AF Spot (aree selezionabili).Autofocus singolo e continuo, messa a fuoco manuale e infinito, Campo d'utilizzo: EV0-EV19
* Modalità esposizione Automatica programmata, Priorità dei tempi, Priorità dei diaframmi, Esposizione manuale e Posa B. Otturatore a controllo elettronico con tempi di posa da 1/4000 a 30 sec. 
Modi Picture: Paesaggi, Fiori, Ritratti, Scene notturne, Sport.
* Esposizione TTL a tutta apertura a 16 segmenti, misurazione spot e media ponderata al centro.
* Compensazione dell'esposizione: +/- 2EV con incrementi di 1/3 EV.
* Sensibilità ISO ISO 200, 400, 800, 1600, 3200 (selezione automatica o manuale)
* Bracketing autom. 3 fotogrammi entro un campo di ±0,5EV o ±1EV (con incrementi di 0,5 EV), oppure ±0,3EV, ±0,7EV o ±1EV (con incrementi di 0,3 EV).
* Modalità di ripresa Scatto singolo, sequenza (da 2,8 fot/sec a 8 fot/sec) autoscatto (12 o 2 sec.), sollevamento specchio, bracketing automatico, telecomando IR
* Flash integrato incorporato ad attivazione automatica con luce insufficiente, inseribile e disinseribile manualmente Copertura equivalente ad un 28mm (formato 35mm), slitta a contatto caldo per flash esterno, sincro flash1/180 sec.
* Collegamenti USB 2.0 uscita AV (NTSC o PAL)
* Opzioni di stampa Compatibile PrintImageMatching III e PictBridge


Commenti

Dopo più di un anno di uso continuativo della *ist DS (alternata ed abbinata alle inossidabili “pellicola” LX, K2, ESII e Pentax 6x7), di questa Reflex digitale non posso che darne un giudizio globalmente positivo. In questo periodo ho avuto occasione di confrontarla con quella che era la “concorrenza” coeva: Nikon D70, Canon 300D, Canon 350D, Sigma SD9, e anche la possibilità di farla provare a chi tale macchine usava… che dire? Che dire, la Pentax risulta la più compatta (non la più leggera, visto che il metallo dentro c’è), la meglio rifinita (al pari con la D70) e la più robusta (visto il telaio in metallo, assente nelle altre). Ma ciò che ha colpito tutte le persone che l’hanno usata è stata il mirino, finalmente degno di questo nome. La presenza del pentaprisma è evidente e “prepotente”. La maggiore luminosità rispetto ai pentaspecchi, infatti, ha permesso ai progettisti di mantenere un rapporto di ingrandimento maggiore. Questo facilita molto la composizione dello scatto e, soprattutto, il controllo “visivo” della messa a fuoco. Tutte le altre macchine elencate, infatti, sono vittima del cosiddetto “effetto tunnel” dove l’immagine appare un piccolo riquadro in fondo ad un tubo nero. E non è stato infrequente sentire persone dire: “ma allora è possibile mettere a fuoco a mano anche con una reflex digitale”.

Sulla qualità di immagine, la scelta Pentax è stata quella di una risposta base “morbida” con un filtro “passabasso ottico”, o “antialias”, piuttosto deciso e un filtro di “sharpening” piuttosto blando. La logica sembra essere stata quella di evitare di aggiungere, visto che le aggiunte si possono sempre fare, ma non si può mai togliere. Qualche rivista ha fatto delle pseudo-misure di “contrasto” e risoluzione dicendo che la Pentax era meno “incisa” della D70 – che ha lo stesso sensore. La verità è leggermente diversa: aumentare il “taglio” del passabasso ottico, infatti, riduce i casi di “aliasing” – le antiestetiche striature colorate che si possono verificare se davanti al sensore viene posta una griglia fitta o con una frequenza prossima ad un multiplo di quella del sensore – operazione che a posteriori è pressoché impossibile fare (se qualcuno ama il tecnico cerchi cosa è il teorema di Shannon su wikipedia). Anche la regolazione base “bassa” per lo sharpening va nella stessa logica. Posto che si può aumantare anche dalla macchina, lo sharpening aumenta la sensazione di nitidezza (microcontrasto), ma è un filtro che si può sempre applicare, ma mai togliere. Stesso ragionamento è stato applicato alla saturazione del colore, che volutamente è meno spinta che, in particolare nelle Canon. In conclusione non posso che dirmi contento della scelta di Pentax di favorire la “preservazione delle informazioni” nell’immagine piuttosto che “l’effetto speciale” che incanta il neofita, ma alla lunga, si dimostra un boomerang, quando si voglia “ottimizzare” le immagini.

Il sensore AF a 11 segmenti presenta dei vantaggi (possibilità di posizionare il punto di AF, specie in manuale, in quasi tutte le posizioni possibili e utili), ma, per contro, può risultare poco “intuitivo” e si abbina ad un AF che risulta più lento di quello della concorrenza (ma anche della *istD). Tra i vantaggi credo sia da elencare anche l’uso di possibilità di utilizzare pile stilo standard – oltre alle più costose CR-V3 – sia nella versione NiHM ricaricabili, sia, in caso di emergenza, in versione “alcalina” usa e getta, sconsigliate ma alla disperata facilmente reperibili ovunque. Sul fronte dei flash, questa è l’ultima macchina fotografica prodotta da Pentax a garantire la piena retrocompatibilità con tutti i sistemi di TTL che storicamente Pentax ha usato, da quello analogico che venne introdotto con la LX a quelli TTL digitali ai più recenti P-TTL digitali. Le nuove macchine, infatti, in ossequio a ciò che da tempo era uso della concorrenza, hanno elimintato il sensore del TTL, lasciando solo la modalità di esposizione P-TTL che, pur presentando dei vantaggi come precisione di esposizione, richiede l’aggiornamento dell’eventuale “parco flash”.

Infine la compatibilità con le ottiche. Non è il caso di fare qui un manuale d’uso, ma, per farla breve, la compatibilità è completa – ossia tutti gli automatismi sono disponibili – con le ottiche a baionetta K a partire dalla versione A (introdotta nel 1983!). con le ottiche K, l’esposizione viene calcolata con un piccolo stratagemma in “stop-down”: premendo il pulsante del blocco dell’esposizione, infatti, la macchina chiude per una frazione di secondo l’ottica al diaframma impostato e, quindi, propone un tempo. E’ sempre possibile, a quel punto aggiustarsi il diaframma o il tempo per ottenere sovra e sotto esposizioni o variare il diaframma e ripetere la procedura. Per le ottiche S – vite M42/1 – o ottiche 67 e 645 si può, invece, procedere mettendo la macchina su “Program” ricordandosi di chiudere manualmente il diaframma prima dello scatto.

Personalmente ho scelto dall’inizio di abbinare alla macchina, in luogo dell’economico 18-55, il più costoso smc DA 16-45mm f/4.0 ED/AL, allo scopo di coprire il fronte grandangolare (24mm equivalente di minimo). Il giudizio su quest’ottica p che sia decisamente valida. Anche a 24mm, pur presentando un po’ di vignettatura a tutta apertura, risulta molto ben corretta, permettendo senza timore di effettuare anche foto architettoniche. Ottimi anche cromatismo e risolvenza, cose che fanno di questa ottica uno dei migliori zoom “a tutto tondo” presenti sul mercato.

Dopo un anno e mezzo di uso, quindi, che dire? Che sono tra quelli che, per ora, sono soddisfatti e non pensano di cambiarla, nonostante i nuovi prodotti presenti sul mercato paiano avere alcuni plus (stabilizzatore, 10Mpixel). Il motivo? La risoluzione è la resa più che sufficiente per i miei usi (anche in ingrandimenti, fino al 30-45) e nel cambio perderei la compatibilità con il sistema di flash Metz e uso da anni.

Alberto Ansaldo

18 maggio, 2005

Fotocamere Serie Z : Z1 P




Caratteristiche Tecniche

* Anno presentazione 1996
* Copertura mirino 92%
* Fuoco automatico SI
* Fuoco manuale SI
* Esposimetro 8 zone
* Misurazione spot SI
* Esposiz. manuale SI
* Esposiz. automatica SI
* Esposiz. Program SI
* Priorità diaframmi SI
* Priorità tempi SI
* Esposiz. TTL flash SI
* Compensaz. espos. SI
* Bracketing autom. SI


* Esposiz. multiple SI
* Tempi otturaz. 30-1/8000
* Sincro flash 1/250s
* Flash incorporato SI
* Lettura codici DX SI
* Trascinamento Motore
* Raffica 4 fot/s
* Riavvolg. automatico SI
* Tasto prof. di campo SI
* Peso corpo 650g
* Note nessuna


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Io ne uso due, per lavoro (sono fotoreporter per il Gazzettino), e mi sono sempre trovato bene. L'unica cosa che ho da ridire sul corpo Z1p, é che é un pò delicato (in un paio di occasioni ha smesso di funzionare sotto la pioggia e l'interno si sporca di polvere, quando lo uso nella sabbia, o in situazioni "polverose"). Ad ogni modo sarebbe certamente difficile fare il mio lavoro con le atre reflex Pentax, che non garantiscono tantissima robustezza e affidabilità. Comunque sia, in due anni che faccio questo lavoro specifico, non ho mai trovato nessun reporter con Pentax (in questo campo c'é praticamente il monopolio delle Nikon), quindi sono orgoglioso di poter lavorare ancora con Pentax.
Simone Falso

28 aprile, 2005

Fotocamere Serie MZ : MZ 3



Caratteristiche Tecniche

* Anno presentazione 1997
* Copertura mirino 92%
* Fuoco automatico SI
* Fuoco manuale SI
* Esposimetro 6 zone
* Misurazione spot SI
* Esposiz. manuale SI
* Esposiz. automatica SI
* Esposiz. Program SI
* Priorità diaframmi SI
* Priorità tempi SI
* Esposiz. TTL flash SI
* Compensaz. espos. SI

* Bracketing autom. SI
* Esposiz. multiple NO
* Tempi otturaz. 30-1/4000
* Sincro flash 1/125s
* Flash incorporato SI
* Lettura codici DX SI
* Trascinamento Motore
* Raffica 1,8 fot/s
* Riavvolg. automatico SI
* Tasto prof. di campo SI
* Peso corpo g 410


Commenti
Dopo le solide e corpose ipertecnologiche autofocus Pentax Z1 e Z1 P , con la serie MZ Pentax ha pensato bene di recuperare due aspetti vincenti della vecchia serie M : compattezza e semplicità operativa. Esaminiamo allora la più completa (prima dell' uscita della molto più costosa MZ S) delle reflex serie MZ, cioè la MZ3 QD (in pratica una MZ5 N il cui otturatore è stato portato a 1/4000' e dotata di dorso data di serie). Intanto colpisce la linea classica Pentax, molto gradevole, e la compattezza, insieme a una molto buona rifinitura del corpo macchina. In mano si apprezzano la leggerezza, l'ergonomicità dell' impugnatura (forse un po' piccola per chi ha mani grandi) e i nuovi comandi, che riprendono il sistema di selettori a rotella per la regolazione tempi e per la regolazione della staratura intenzionale della esposizione della serie M . I comandi sono chiari e intuitivi ; le poche levette indicano subito la funzione che possono regolare. Apprezzabili, sopra i selettori a rotella, i pulsantini di sblocco, che evitano spostamenti accidentali, e le leve coassiali ai selettori medesimi, che permettono rispettivamente la regolazione di uno dei tre sistemi di esposizione (a settori, a media ponderata al centro e spot) l' una, e la funzione scatto singolo, multiplo, autoscatto ed esposizione a forcella l'altra. Tra i segnali visibili sul piccolo display LCD esterno, particolarmente ben leggibile il conta-pose. L' oculare è incorniciato da una efficiente conchiglia in gomma, sfilando la quale si accede al cursore di regolazione diottrica. A dx del mirino persiste la levetta per l' attivazione della discutibile "funzione panorama", accanto alla quale c'è, invece, l' utilissimo pulsantino di blocco della memoria di esposizione . Il dorso data è in dotazione: un optional che fa piacere avere; farebbe ancor più piacere se la data venisse impressa fuori del campo inquadrato, come avviene per la recentissima ammiraglia MZ S . Non manca , sul pentaprisma, la slitta flash a contatto caldo, nè il piccolo flash incorporato con sollevamento a pulsante. Davanti, lateralmente al bocchettone di innesto ottiche in metallo, a dx , ci sono il pulsante di sblocco ottiche, il cursore per la selezione del campo AF, il tasto di controllo profondità di campo; sempre lateralmente al bocchettone, ma a sin. è utile il cursore per il disinserimento dell'AF ; sopra c' è un altro pulsantino multifunzione (bip sonoro, regolazioni flash incorporato) e ,sopra questo, la presa per scatto elettrico a distanza. Altri piccoli dettagli li lasciamo al libretto di istruzioni, davvero ben realizzato e molto chiaro grazie ai disegni riportati come esempio. Come si vede, la MZ3 QD è , nonostante compattezza e impostazione "classica" dei comandi , una reflex a cui non manca alcuna funzione importante; devo aggiungere che è anche facile e piacevole nell'uso, anche se il primo impatto con la sua leggerezza, dopo aver usato reflex come la Z1, lascia un momento titubanti. Poi, con l'utilizzo, si comincia ad apprezzarne la facilità d'uso e la praticità operativa, l' ottimo e completo sistema esposimetrico con i veloci passaggi da una modalità all'altra, lo scatto dolce e poco rumoroso. A voler trovare assolutamente un difetto, posso dire che il mirino non è il massimo che uno possa desiderare: ben migliore è quello della Z1 - Z1 P , sia per luminosità che per definizione della scena, nonché per una maggiore "impermeabilità" a peluzzi e corpuscoli esterni. Per il resto tutto ok : è una reflex on cui si instaura subito un ottimo feeling, affidabile e sicura, piacevole nell'utilizzo ed esteticamente gradevole. Una reflex davvero consigliabile.
Alvise Agostini

16 marzo, 2005

Fotocamere Serie A : Super A




Caratteristiche Tecniche

* Anno presentazione 1983
* Copertura mirino
* Fuoco automatico NO
* Fuoco manuale SI
* Esposimetro Media Ponderata
* Misurazione spot NO
* Esposiz. manuale SI
* Esposiz. automatica SI
* Esposiz. Program SISuper A
* Priorità diaframmi SI
* Priorità tempi SI
* Esposiz. TTL flash SI

* Compensaz. espos. SI
* Bracketing autom. NO
* Esposiz. multiple NO
* Tempi otturaz. 15-1/2000
* Sincro flash 1/125 s
* Flash incorporato SI
* Lettura codici DX NO
* Trascinamento Manuale
* Riavvolg. automatico NO
* Tasto prof. di campo SI
* Peso corpo g 520
* Note nessuna



Commenti
Il corpo macchina è compatto, ben impugnabile e il peso non è eccessivo. Può funzionare in automatico, a priorità di tempi, di diaframmi o a 1/125 fisso. I tempi, elettronici, vanno da 30s a 1/2000s più la posa B: questi, tranne la posa B, vengono selezionati attraverso due pulsantini che aumentano o diminuiscono i tempi, i quali vengono visualizzati su un piccolo riquadro vicino ai pulsanti. La ghiera degli ISO va da 6 a 3200, e sulla stessa si più sovra/sottoesporre sia un singolo scatto (tornando poi nella posizione neutra) sia un intero rullino (tenendo la correzione fissa). I passi di correzione sono di 1EV fino a +/- 2. Anche l'esposimetro espone a passi di 1EV, e questa credo che sia la maggiore limitazione della macchina. Il mirino presenta due riquadri che possono contenere tempo e diaframma, se si lavora in automatico, solo tempi e sovra/sottoesposizione fino a +/- 3 (appunto con passi di 1EV) a priorità di tempi o diaframma. Il mirino viene illuminato dall'esterno attraverso una "feritoia" posta dopo la presa del flash. In caso di scarsa luce è presente un tasto sulla sinistra dell'attacco per l'obiettivo che illumina il mirino, permettendo di leggere i dati. E' presente il tasto per il controllo della profondità di campo e l'autoscatto ritardato di 10s con led e segnale sonoro. La leva per il trascinamento della pellicola è comoda e sul led dei tempi si nota un rettangolino in alto a destra quando la pellicola è avanzata e quindi la macchina è pronta per scattare. Per funzionare serve l'alimentazione, che è assicurata da una semplicissima batteria tampone di lunga durata e bassissimo costo. Nel complesso una macchina precisa e affidabile, con tutte le caratteristiche utili per una macchina non dotata di autofocus. Unico difetto è il passo minimo di esposizione che essendo di 1EV si può far sentire, particolarmente con le diapositive.
Graziano Illini



Aggiungerei che su due Super A avute ho rilevato (come per la ME Super) problemi di corretta esposizione in alte luci o in scene con zone luce-ombra . Altro difetto della Super A era la grande facilità con cui si spostava accidentalmente la ghiera sin. di regolazione della sovra o sottoesposizione. Per finire, anche il mirino non era il massimo della luminosità.... La macchina peraltro, molto ben disegnata, si impugnava molto bene e permetteva finalmente il TTL Flash, cosa fino ad allora possibile solo con la costosa Pentax LX. Direi che il merito più grande della Super A sia stato quello..... di giustificare la produzione degli splendidi obiettivi KA.
Alvise Agostini