18 dicembre, 2004

Fotocamere Serie K: K 1000




Caratteristiche Tecniche

* Anno presentazione 1976
* Copertura mirino nd
* Fuoco: manuale
* Esposimetro media, con cellula Cds
* Misurazione spot NO
* Esposiz. manuale SI
* Esposiz. automatica NO
* Esposiz. Program NO
* Priorità diaframmi NO
* Priorità tempi NO
* Esposiz. TTL flash NO
* Compensaz. espos. NO

* Bracketing autom. NO
* Esposiz. multiple NO
* tempo otturaz. 1-1/1000 posa B
* Sincro flash 1/60 s
* Flash incorporato NO
* Lettura codici DX NO
* Trascinamento MANUALE
* Riavvolggimento MANOVELLA
* Tasto prof. di campo NO
* Peso corpo 620g(metallo), 525g(policarbonato)


Commenti
Possiedo, oltre ad una ME Super, due K 1000, comperate per avere dei corpi da usare se dovesse "defungere" la gloriosa ME Super, che mi accompagna ormai da diciotto anni. Sulla K 1000 c'e' relativamente poco da dire, per cui faccio un elenco di prestazioni e poi passo ai commenti:

1) L'otturatore e' totalmente meccanico, apparentemente piuttosto preciso, notoriamente derivato da quello della Spotmatic; la caratteristica forse piu' graziosa e' una sorta di ticchettio al termine dello scatto sui tempi superiori al sessantesimo di secondo. Non e' particolarmente silenzioso, ed e' decisamente piu' rumoroso di quello, piuttosto discreto, della ME Super.
2) l'esposimetro, al CdS, dovrebbe essere una versione semplificata di quello della Pentax KM ed ha caratteristiche sorprendenti: le due macchine danno risultati spesso difformi da quelli della molto piu' precisa ME Super (entro un diaframma e mezzo) e persino lievemente differenti tra di loro (entro mezzo diaframma). Occorre tenere conto di quale fotocamera si sta usando per interpretare correttamente la lettura e dare le giuste correzioni per il controluce e per compensare il contrasto. La cosa, comunque, non e' da considerare negativamente, a mio avviso, perche' la macchina nasce con caratteristiche di tale semplicità' progettuale che difficilmente si sarebbe potuta pretendere una precisione assoluta in questo senso; va invece rimarcata l'ottima ripetitività' della risposta dei sensori alla luce, che permette di entrare in "relazione" con la macchina ed interpretare sempre correttamente le letture, anche se in compenso occorre avere pazienza perche' la risposta dei sensori CdS e' notoriamente piuttosto lenta, specie sulle basse luci.
3) Lo "pseudo sollevamento manuale dello specchio". Su una delle due macchine che ho funziona, sull'altra no. Si ottiene sfiorando con le dita il pulsante di scatto, come se scottasse. Anche per la macchina sulla quale funziona, va detto che spesso sulla posa B l'otturatore scatta chiuso, per cui e' piu' una prestazione da leggenda metropolitana che una cosa su cui contare. In particolare, proprio la macchina sulla quale non funziona, reca il bollino API, appare in condizioni generali migliori e dimostra in certi piccoli dettagli (gioco della leva di avanzamento, qualita' dello schermino di messa a fuoco, movimento del selettore dei tempi) di essere stata assemblata un tantino meglio.

In generale direi che la K 1000 non meriti la mitizzazione di cui e' stata fatta oggetto: e' una onesta macchina figlia di un'epoca ormai tramontata da tempo, priva di alcune sofisticazioni assai apprezzate da molti, come la pre-visualizzazione della profondità' di campo o il pre-sollevamento dello specchio, o anche il semplice autoscatto, o un preciso esposimetro al Silicio o al GaAs.... Sotto questo aspetto, trovandola, sarebbe sempre largamente preferibile una Pentax KX o MX: queste macchine hanno tutte le grandi qualità' positive della K1000 in termini di precisione di funzionamento ed affidabilità' meccanica, presentando pero' tutte o quasi le funzioni interessanti che ho citato sopra e che mancano alla K1000. Tuttavia, va anche ricordato che rispetto alle altre fotocamere con caratteristiche simili che si trovano ancora in commercio anche nuove, la K 1000 presenta delle soluzioni costruttive minimaliste ma di assoluta qualità' e robustezza, che ne fanno una fotocamera davvero di livello professionale, in grado di competere sui risultati, l'affidabilità' e le prestazioni meccaniche con macchine molto piu' sofisticate sulla carta.
Francesco Favara